
Se a bere alcolici è il motore, il vantaggio è garantito, verrebbe da
dirsi. Lo sanno bene in Brasile, dove l'alcol derivato dalla canna da
zucchero è da tempo (!!!) l'alternativa di successo al petrolio. Prendo
infatti spunto da un reportage (andato in onda su RaiTre
all'interno di Report) dove il Sig. Marrucci ha illustrato la cosa.
E' il 1973 quando, in risposta al primo shock petrolifero, in Brasile
compare per la prima volta una miscela di benzina ed alcool derivata
dalla fermentazione del succo di canna da zucchero; quest'ultima, come
facile prevedere, progressivamente prende il sopravvento ed a metà
degli anni 80, il 95% delle auto prodotte utilizza alcool.
In seguito il prezzo del petrolio precipita e, con esso, il mercato delle vetture alimentate ad alcool.
Ma dal 2000, col prezzo del petrolio nuovamente in ascesa, l'alcool (logica conseguenza) torna di moda.
Da una precisa analisi del presidente dell'Associazione Produttori di
Canna da zucchero, si constata infatti che l'etanolo diventa
competitivo non appena il petrolio sfiora i 35 dollari al barile:
essendo oggi attestato sui 70, non c'è poi tanto da stupirsi se lo
scorso anno in Brasile sono stati prodotti oltre 16 miliardi di litri
di alcool di canna!!
Rispetto agli anni 80, oggi i consumatori esigono motori in grado di sfruttare entrambi i combustibili.
La soluzione è la tecnologia FlexFuel, messa a punto da Magneti Marelli, che permette appunto al motore di funzionare sia ad
alcool, a benzina che con qualunque miscela di entrambi.
Con essa attualmente si producono in Brasile un milione di veicoli
all'anno (il 60% circa del mercato) e la domanda sale: l'alcool
prodotto in casa infatti costa la metà della benzina (40 eurocent al
litro rispetto agli 80).
A guadagnarci è anche l'ambiente: l'anidride carbonica rilasciata dai
veicoli ad alcool è pari a quella assorbita dalla canna da zucchero nei
processi di fotosintesi, cosicchè il ciclo completo ha un'emissione
nulla di CO2. La parte legnosa della canna può, inoltre, essere
trasformata in energia elettrica per alimentare le fabbriche che la
lavorano ed il residuo organico di fermentazione divenire fertilizzante.
Un modello d'industria sostenibile quindi; chissà se anche esportabile...
In linea teorica si, ma Pereira (il presidente dell'Ass. Prod. di canna
da zucchero) appare scettico per la chiusura di Eu ed Usa, che,
previdenti, applicano dazi stratosferici sull'importazione di alcool.
Eppure qualcosa si muove: India e Cina intendono sostituire completamente i combustibili a base di petrolio con l'alcool.

La notizia più incoraggiante però proviene dalla Svezia: Volvo ha
infatti montato sulle proprie v40 e v60 motori FlexiFuel alimentati
dall'E85, una miscela di benzina (15% per l'esattezza) e bioetanolo
(rimanente 85%) prodotto da frumento, canna da zucchero, mais e
cellulosa. E Saab, per non essere da meno, sta portando avanti un
progetto simile. |
Grattachecca (22/03/2006) |
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