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Melly Blu Rage... un telaio PERFETTO!!! |
Cari amici molto spesso sentiamo parlare e commentare dei telai che montano le nostre amatissime moto. In maniera particolare i nostri argomenti preferiti sono la leggerezza, la capacità superiore o inferiore di resistere alle forze di torsione, la struttura stessa del telaio e quindi anche i materiali che lo compongo. In questi ultimi anni i telai ti tipo “scatolato” e stampato sono quelli che più vanno di moda per il loro notevole rapporto qualità prezzo e la limitazione delle saldature applicate sul telaio stesso, ma non dimentichiamo naturalmente i telai formati da tralicci di tubi in lega leggera di moto mitiche come Ducati.
Avuta l’idea, trovati i fondi e le attrezzature necessarie allo scopo il lavoro dei nostri eroi incomincia dalla costruzione del telaio fresando il blocco di alluminio su menzionato con una fresa a 5 elementi ad alta tecnologia. La cosa buffa è che in fase progettuale il telaio non è stato mai disegnato tramite il CAD 3D bensì costruito in semplice legno e successivamente sviluppato. In questi ultimi anni i nostri cari ingegneri e fisici hanno perentoriamente lavorato per offrire delle strutture che potessero assecondare ed assorbire le forze impresse dai propulsori di ultima generazione; già perché non è difficile disegnare un telaio, bensì è difficile adattarlo a quelle che sono le esigenze della moto e del pilota medio. Un telaio dovrebbe muoversi, torcersi, alle sollecitazioni ed alle forze fisiche in maniera omogenea, costante e ritornare (naturalmente) alla posizione di stasi originale. Queste sono dette in maniera blanda le regole che ogni telaio dovrebbe rispettare. Per soddisfare queste tre fondamentali regole un telaio dovrebbe essere costruito in maniera da presentare meno saldature possibili ed è proprio su questo concetto che tre geniali personaggi di nome Gerard Melly, Ivan Salamin e Christian Mayor hanno pensato di “creare” da un blocco di 12 tonnellate un telaio completamente privo di saldature tutto d’un un pezzo….. una vera e propria scultura! L’alluminio utilizzato è stato prodotto in Svizzera dalla ditta Chippis e forgiato in Germania. La fresatura del blocco forgiato quindi comincia e dura non meno di 32 ore continue ed alla fine nasce un bellissimo telaio il alluminio che come promesso dal Sig. Melly non presenta nessuna saldatura né giunzione. Una delle preoccupazioni degli ideatori era la rigidezza forse troppo sfrontata del monoblocco, problema che si sarebbe risolto con una ulteriore fresatura ove necessario.. Il cambio incastonato nel telaio proviene da una vecchia Ducati 916. Il telaio è stato concepito per racchiudere in sé alla base la scatola del cambio di un motore per motoslitte tipo ROTAX da 800 cm cubici. (la leggenda narra che quando Melly andò alla Rotax per chiedere un motore gli venne dato quello messo su di una scrivania in esposizione…..). Il Rotax è un bicilindrico in linea da 799 cm a carburatori molto potente che riesce ad erogare una potenza di circa 165 (ma alcuni parlano anche di 170) CV. Per smorzare le vibrazioni che il propulsore trasmette alla struttura intera sono stati applicati degli spessimetri in acciaio e gomma di caucciù con risultati decisamente soddisfacenti. Gli scarichi sono stati progettati e fabbricati a cura della ditta Millet Racing; in pratica per controllare la coppia sparata dal bicilindrico è stato necessario realizzare delle espansioni che partissero dalla bocca degli scarichi fino a quasi tutto l’asse longitudinale dello scarico stesso. Anche frizione (a secco) e forcella tipo SHOWA provengono da una 916, anzi diciamo che quasi tutta la meccanica è praticamente di una 916 inclusi i freni con dischi da 320 mm all’anteriore con pinze Brembo e al posteriore un disco da 220 mm sempre frenato da una pinza Brembo; il forcellone (916 anch’esso) è stato minuziosamente adattato per collegarsi direttamente al telaio ed essere accompagnato nei movimenti da un mono Ohlins non di recentissima concezione. I cerchi sono della MARVIC da 17, per ridurre le masse a terra. La scelta di impiegare elementi costruttivi di una moto anzianotta come la 916 non deve a mio avviso trarre in inganno nel senso di una ricercata voglia di “risparmiare” da parte dei progettisti per due semplici motivi. Per prima cosa la Melly secondo me è stata concepita non tanto per regalare super prestazioni, bensì dimostrare che avere un telaio perfetto in ogni sua parte è possibile e non è solo un sogno. Secondo motivo, essendo il progetto in continua evoluzione sarebbe stato anti-produttivo investire in elementi troppo costosi, che sarebbero stati in ogni caso aggiornati appena la fase sperimentale fosse arrivata al suo dunque. Prestazioni? Un mistero… La moto non ha mai eseguito dei test ufficiali in quanto in continuo sviluppo, ma si vocifera che i tempi siano molto vicini a quelle di una r1 del 2003….. considerando che la prima volta che la Melly ha messo ruote su un circuito è stato nel 2004 e che i piloti non erano sicuramente dei professionisti…... Infine, per la cronaca, le carene, a mio avviso troppo simili alle livree di Borgo Panigale, di color Blu sono state prodotte dalla Chrystal Composite in fibra di vetro mentre il serbatoio interamente in carbonio. Ecco alcune foto. Vi consiglio di dare una occhiata al sito www.melly-bike.com molto interessante e esaustivo. Eccovi alcune foto.
 la Melly in tutta la sua bellezza ai suoi primi tests
 Notate le espansioni agli scarichi su menzionate nell'articolo.......ECCEZIONALI vero?
Alla prossima dal vostro Danielz.... |
danielz (11/02/2006) |
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