
Credo che ognuno di noi quando sale in moto senta qualcosa di unico e irripetibile che gli nasce dall'interno, un urlo dell'anima che per una volta si sente libera e ti dice: "Adesso sei solo con la tua vera passione!"
Io nonostante la mia tenera età, 24 anni, vado in moto da ben 10 anni, da quando andavo alle scuole medie; il mio primo mezzo a 2 ruote è stata una mitica Vespa, che acquistai in controtendenza con le mode del momento che puntavano i riflettori sugli scooter, tutti i ragazzi ne avevano 1 e la buon
vecchia Vespa che aveva motorizzato l'Italia era sparita! Io ho sempre pensato che il piacere di un cambio marcia non sia sostituibile con niente! Sin dall'inizio mi resi conto che stare a cavallo era la mia vera passione.
Dopo un anno arrivò lei, la mia prima moto, Cagina Mito, un sogno. Comincia a gareggiare a Pergusa nelle "garette" alle quali riuscivo ad iscrivermi, non ho mai fatto gare clandestine, sono totalmente contrario.
Credo che molte volte si pensa al pilota Touring come ad un romantico che si gode la strada ed entra in simbiosi con Lei, mentre al pilota Racing è relegato il ruolo dello smanettone che non si gode niente ma pensa solo al tempo. Vi assicuro che non è assolutamente così, almeno per me! Il romanticismo c'è anche in pista. Ancora ricordo la mia "prima volta". Avevo 16 anni e presi parte ad una giornata di prove libere a Pergusa. Arrivai alle 7.15 del mattino, entrai nel paddock ed eccomi, ero nel mio sogno, mi sentivo un "grande", tutto era perfetto, la brezza mattutina mi sbatteva in faccia, il sole faceva capolino dall'altra parte del circuito, ero lì, "c'ero anch'io".
Mi fanno entrare dai box, sono davanti la linea d'ingresso, un senso di paura mi avvolge, l'adrenalina sale alle stelle, il cuore è in gola, SI PARTE! Primi giri, comincio a predere confidenza, non mi manca assolutamente la vecchia amica Striscia Continua, con la quale tutti noi facciamo sempre i conti, la strada è diversa, l'asfalto è diverso, le sensazioni sono amplificate, sono lì in mezzo a piloti molto più esperti e grandi con moto 1.000 ed io sono con loro! Passano i giri la felicità è talmente tanta che appanno la visiera del casco per le urla di gioia che non riuscivo a trattenere. Ogni curva è un'emozione, la tua moto diventa un prolungamento del tuo corpo, accarezzi l'asfalto con grande cura e rispetto, cerchi di apprendere da chi ti sta avanti, vedi le traiettorie, le impostazioni e tenti di riprodurre, metti al limite la moto, ti senti come un cavaliere che "doma" un cavallo pazzo, ti senti potente!
Quando rientri ai box è come se ti fossi "rigenerato" completamente, ti senti come nuovo, ti senti VIVO, rinato, felice! Hai appena vissuto una meravigliosa avventura con la tua moto; l'hai domata, l'hai guidata e soprattutto l'hai conosciuta in un modo che la strada non ti permette, è come se conoscessi una donna totalmente libera da ogni inibizione che la società le impone, la tua moto in pista è libera da tutti i sacri vincoli del codice della strada e per 20 minuti è veramente Lei, libera, pura e scatenata! Nel corso di questi 10 anni ovviamente ho vissuto molte esperienze che faranno parte della mia vita e porterò nel cuore per sempre, emozioni indescrivibili, io adesso sono arrivato ad una conclusione dopo molti anni in moto e migliaia di Km percorsi: "Non importa se tu sia racing o touring, quando si ama la moto comunque tu la viva è un'emozione, un fuoco che ti arde, ti consuma ma allo stesso tempo ti rigenera!"
Anche se mi definisco racing capisco benissimo il mio grande amico Jovan quando descrive le sue sensazioni in moto, perché sono sensazioni che provo anch'io quando mi faccio una tappa di 400 Km in mezzo ai boschi camminando a 100 Km/h, perché la moto è bella e se ci "vai" davvero ne apprezzi tutto, la pista, la passeggiata, il viaggio, tutto.
Spero di non avervi annoiato con questa lunga riflessione, ma mi sentivo di condividere con Voi la mia passione!
Un Lamps a tutti
Andreasbk