Quota mille in Gelande StrasseDopo tanta attesa, eccola arrivata!
| Ed è proprio in occasione dei primi chilometri percorsi a bordo della mia nuova compagna, che vorrei provare a buttare giù le prime impressioni.
Premetto che questa non vuole avere la pretesa di essere né una prova né un test (quello è meglio lasciarlo fare a chi è del mestiere…) ma semplicemente un modo, diverso se volete, per condividere con voi, amici di MaiDireBike le prime sensazioni colte, come da titolo, allo scatto dei tre zeri sul contachilometri della mia nuova BMW R 1200 GS. |   | Ragazzi, che dire….d’essere strana è strana, inutile negarlo. Sguardo asimmetrico, “becco” appena sotto….sono tutte cose che colpiscono. Eppure è stata una di quelle moto che mi sono sempre voltato a guardare quando mi passavano accanto oppure quando m’è capitato di beccarle parcheggiate sul loro “trespolo centrale” di fianco ad un marciapiede.
Ma la cara e vecchia Gelande Strasse piace così….
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Ed anche sul nuovo modello, pur se con profondi “resize” ad hoc, lo stile caratteristico GS è stato mantenuto: frontale marcato sul resto della moto, retrotreno un pò scarno di sovrastrutture, classico “becco-parafango” e doppio gruppo ottico asimmetrico. |
Parafango a forma di becco, faro asimmetrico, stile GS, bicilindrico boxer, gli ingredienti ci sono tutti e sembra quasi di stare a parlare della “solita GS”.
No ragazzi, non è così. Da qualche parte una volta lessi che rispetto al “vecchio” 1150 sono stati mantenuti solamente i freni (pinze e dischi) e le ruote a raggi per chi li avesse preferiti (come optional) ai cerchi in lega di serie; ad occhio e croce mi sa che l’autore dell’articolo non l’abbia poi sparata tanto grossa! |
Ed a prescindere del fatto che i cambiamenti piacciano o meno, per chi come me ha avuto modo di provare il 1150 dell’amico amante delle supersportive (che puta caso io avevo…), sa a cosa mi riferisco. Difatti appena ti accingi a sollevarla dalla stampella laterale, impressionato dalla mole davvero notevole, ti accorgi che qualcosa è successo ed hai la piacevole sorpresa: è leggera! Vi è mai capitato d’essere convinti di dover sollevare una cosa pesante, rapportare la forza che state per applicare al peso che t’immagini abbia….per poi scoprire che è decisamente eccessiva? Ebbene, è esattamente quello che m’è successo dal conce quando arrivò la moto: se non fossi stato lesto a recuperare agguantando il manubrio, avrei corso il rischio di rovesciarla dal lato opposto a quello della stampella.
Alt! Non sto dicendo che non pesa nulla….ma è sicuramente mooolto meno pesante della 1150…e si sente subito! A tal proposito hanno tanto reclamizzato il fatto che è stata alleggerita di 30 kg esatti. Fate un paragone: pensate alle vostre sportive, toglieteci 30 chilogrammi, “iniettateci” 20 cv in più e poi ditemi secondo voi cosa diverrebbe la moto: una goduria vero? Perfetto. Pensate adesso di farlo su una “belva” che pesa di suo 2 quintali e spiccioli; ne guadagna, eccome!!! |
Altra cosa che mi ha colpito appena montato su, è la nuova postura che si assume a bordo della R1200 GS. Serbatoio più snello, sella rastremata nel loro punto d’unione (nonché nella zona dell’interno coscia, e ciò aiuta non poco a far poggiare i piedi a terra a quelli come me che…diciamo si mantengono al di sotto del metro ed ottanta J ), manubrio più vicino (e forse meno largo rispetto al precedente montato sulla 1150), pedane poco poco più basse…. Insomma la posizione di guida risulta essere più compatta, raccolta e quindi più naturale. Tutto ciò è estremamente rassicurante. |
Avete mai avuto l’occasione di salire su una moto le cui dimensioni sembrano preponderanti (se non spropositate) rispetto alle vostre? Beh…tutto ciò ti fa sentire a “disagio”. Sulla mia nuova “piccina” invece mi sento meno inibito, impedito, limitato. Se poi, ad una già ottimale impostazione aggiungiamo il fatto d’avere anche la possibilità di regolare la sella in altezza…. siamo a posto! Comfort? Sinceramente, a bordo di una GS, trovo inutile soffermarsi su questa voce ma se vorrete saperne di più, chiedete all’amico Cristiano – ai più noto con il nickname di calabrone75 - il cui sedere ha avuto l’occasione di saggiare la morbidezza (ma consistente al tempo stesso) della sella sia pilota quanto passeggero nonché di godere della postura che si assume considerando il complesso sella-pedane-pilota.
La moto mi è stata fornita con i cerchi in lega (19 e 17 pollici). La leva del freno e la frizione sono regolabili, così pure il cupolino su ben cinque posizioni (il che consente una regolazione “fine” del parabrezza per un suo utilizzo ottimale). |
La strumentazione risulta essere ben fatta. Niente più quel grosso gruppo che vi era sulla vecchia serie. Adesso è sottilissima, ha una grafica piacevole ma soprattutto è d’immediata comprensione visiva; basta un’occhiata e trovi subito l’informazione che cercavi. |
Oltre ai due strumenti analogici ed alla classica batteria di spie luminose, v’è un grande LCD multifunzione con indicatore di carburante a barra, contachilometri (totale e 2 trip parziali), orologio, indicatore della temperatura ed indicatore di marcia. Non appena in riserva di carburante, automaticamente il contachilometri, da totale, passa in visualizzazione “autonomia residua” iniziando il suo naturale conteggio alla rovescia. Rimane da capire se per il calcolo vi è un “valore medio” impostato o se l’autonomia segnata è reale. Non ho ancora avuto modo di verificare personalmente ma a detta dell’omino BMW al quale ho chiesto, lo strumento riceve il dato dalla centralina (che a sua volta li interfaccia con numero di giri, marcia inserita ed apertura gas). Se è davvero così, BMW è trooooppo avanti!!! |
Vera e propria mancanza invece riguarda la totale assenza di un vano portaoggetti. Attenzione, ce n’è uno posto sotto la sella dove trova alloggiamento la borsetta con gli attrezzi (a proposito, scordatevi tutti gli attrezzi dati precedentemente in dotazione…anche se quei pochi presenti mi sembrano ben fatti e soprattutto, robusti) ma è assolutamente insufficiente ed al massimo può essere usato per tenerci il borsello coi documenti. | Il telaio è in tubi d’acciaio saldati ed è costituito, all’atto pratico, solamente dalla sezione anteriore, che sostiene il telelever, e dalla parte posteriore che si va praticamente ad infulcrare nel braccio oscillante. In mezzo, il motore, che in questo frangente svolge funzione d’elemento portante connesso alle sospensioni dalle due porzioni di telaio di cui sopra. | Questa volta il telaio è in bella mostra per via dell’assenza di veri e propri fianchetti. Ciò non fa altro che rendere meno aggraziate le forme della GS - che appare così troppo caricata anteriormente - ed è per questo che spesso se ne sente parlare come un difetto ma personalmente ritengo sia un bene che non vi siano in quanto, caricando anche il retrotreno di sovrastrutture, si rischierebbe di far somigliare la moto ad un carro armato (V-Strom docet).
Per quanto attiene le sospensioni, due cose ho avuto modo di notare rispetto alla vecchia 1150: 1) il paralever lavora meglio rispetto al precedente (con tutta probabilità per via del fatto che adesso risulta essere infulcrato ad un vero, seppur piccolo telaietto, che lo aiuta ad “assorbire”); 2) il telelever è davvero granitico, ed è necessario un periodo d’assuefazione alla quasi totale assenza di beccheggio in fase di frenata (almeno per chi come me ha sempre avuto a che fare con le forcelle telescopiche).
Per quanto concerne la trasmissione, c’è da dire che sono stati fatti miracoli in quanto adesso la moto non si scompone nell’apri-chiudi e non si irrigidisce nelle secche aperture di manetta. Unica cosa, bisogna stare attenti, quando si guida con piglio sportivo, ad “accompagnare” la scalata di due marce ad esempio, con la frizione in quanto venendo a mancare l’elasticità della catena, non è difficile sentire il posteriore prendere aderenza di colpo con la classico stridere della gomma sull’asfalto. Inoltre, aspetto da non trascurare in una passista come la GS, oltre al tipico vantaggio d’assenza di manutenzione, la parte finale (dove si fissa la ruote per intenderci) è chiusa ermeticamente; ciò vuol dire niente più cambio d’olio (mentre prima era a 40.000 km).
Il cambio è il classico cambio BMW, con il classico “clack” (anche se notevolmente diminuito) ma senza la classica ruvidezza che sino adesso li ha contraddistinti; 6 marce dolci da snocciolare una dopo l’altra e folle facile da trovare.
Giriamo la chiave? Dopo il check all’elettronica, alla pressione del tasto d’avviamento posto sul blocchetto destro, il boxer prende a girare sornione ovattato dal grosso (e troppo civile…sigh!) terminale di scarico. Altra sorpresa: non vibra più come prima! Segno che il contralbero di bilanciamento (presente per la prima volta in un boxer) svolge egregiamente il suo lavoro e solo affondando sulla manetta (dai 4000 giri in su) si comincia ad avvertire (ma solo avvertire attenzione!) la famosissima coppia di rovesciamento. | Buttiamo giù la prima e via! Più cavalli, più coppia, uniti al bagaglio di dati inviati ed elaborati dalla centralina, fanno si che il motore giri in scioltezza e spinga con forza già dai bassi regimi. Ho aperto tranquillamente l’acceleratore dai 1500 giri senza avvertire strappi o sussulti e la spinta avvertita pare essere sempre della “medesima entità”…indipendentemente dal numero di giri, segno che la curva di coppia (molto piatta) vista sulle riviste a suo tempo rispecchia ciò che poi “hai” on board. | Un’erogazione così pulita, unita al fatto d’aver adesso per le mani un bicilindrico (sin’ora difatti ho sempre preferito il quattro cilindri) ha portato, come normale conseguenza, il dover modificare l’utilizzo che ne facevo del cambio: all’atto pratico, considerata la coppia a disposizione e la pulizia dell’erogazione, potrei buttare giù la terza e girarci per l’intera città! Indubbio quindi il limitato uso e la logica facilità di guida che ne deriva.
Il motore, sino a circa i 4500-5000 sembra essere rotondo e progressivo, dopo di che, proprio dove eri abituato a sentire "murare" il vecchio 1150, lo senti proseguire nella sua salita...sembra quasi ce ne sia un altro! Altra variazione rispetto al passato, la sesta marcia…che non risulta più essere di tipo “overdrive” bensì di potenza.
Per quanto attiene alla guida, la moto ha una enorme virtù: mi ha infuso immediata sicurezza. Nonostante la mole resa ancor più ostica dall’altezza, già a 20 km/h si ha la sensazione d’aver per mano uno scooter ed è stato del tutto naturale trovarmi in pieno centro a zig-zagare tra le auto scovando sempre la via più amata da noi motociclisti…ossia quella più libera! In questo, l’architettura propria del boxer ha sicuramente il 70% del merito (baricentro mooolto più in basso) e, ad esser sincero, pur se scettico inizialmente, mi sono accorto che quei due cilindroni all’atto pratico non sono di nessun ingombro e/o fastidio. |
Allontanato quindi il pensiero di trovarmi in seria difficoltà in mezzo al traffico cittadino, a questo punto ero proprio curioso di provarla sull’extraurbano: ossia il suo terreno di battaglia! |
Esco da Siracusa. Imbocco l’autostrada. Apro il gas e mi metto a 110 km/h (a 3500 giri circa). La moto scorre, pulita, in totale comfort ed in questo c’è anche da lodare il lavoro svolto dal capolino che risulta essere davvero efficace.
Seguo la strada e cerco di piegare più del necessario nei curvoni veloci che incontro. La moto li percorre sicura, stabile, senza tentennamento alcuno, ed anche in presenza di profonde sconnessioni del manto stradale, tiene da sé la traiettoria impostata senza richiedere alcuna correzione; in tal senso il lavoro delle sospensioni mi pare egregio (forse servirebbe un po’ più di “sostegno” da parte del posteriore). | Esco dall’autostrada e mi immetto sulla SS114 in direzione Catania. E che palle!! Solita coda….solito camion stracarico che procede a 2 km/h!!!
Svincolo la fila, prima, seconda, 4000 giri, terza, 130 km/h, mi butto sulla prima curva a destra, breve rettilineo e giù sulla curva che segue a sinistra…fantastica GS!!! | Le gomme di primo equipaggiamento sembrano tenere egregiamente (Michelin Anakee nelle misure 110/80 e 150/70 rispettivamente per anteriore e posteriore) e rimangono “grippate” sull’asfalto nonostante le "manate" in uscita di seconda da alcune curve. Bello, godibile e pieno il bicilindrico, nonostante il fatto che insolitamente strizzi un occhio alla sportività, la bavarese ragazzi rimane sempre sicura, sincera ma soprattutto questo non va a snaturare il carattere progettuale. E’ una GS: vale a dire che anche divertendosi si ha piacere d’apprezzare il proverbiale comfort offerto. La trovo una moto divertente, una splendida tourer, eccezionalmente comoda e la sensazione di solidità trasmessa è invero notevole. |
Ovviamente trattandosi dei primi chilometri non ritengo ancora opportuno star lì a parlare di consumi (anche perchè amici bmwisti mi hanno detto che sino al primo tagliando fissato ai 10.000 km, la moto si assesterà su dati di consumo via via più bassi). Ad ogni modo, le prime impressioni sembrano buone: 202 km percorsi con 11 litri di carburante in una delle note prese in occasione di un rifornimento. | Ultimo appunto: è la prima volta che mi trovo ad avere delle manopole che non stingono. Sembra assurdo ma in passato, per ogni moto posseduta, ho sempre dovuto lottare con le mani nere ed alla fine cedere al fatto di dover cambiare le manopole al primo tagliando; ormai era un passo fisso. Posso quanto meno dire, e penso d’essere l’unico, che con BMW ci sto risparmiando, no? J
Scherzi a parte, questa è l’altra nota dolente; il prezzo. Per portarne una a casa, sarà necessario considerare quei “canonici” 1500 euro in più rispetto alle dirette concorrenti.
Chiudo….. BMW ha azzardato e pure parecchio se si considera il fatto che la GS oramai è un’icona del mercato motociclistico per le maxi enduro (basti pensare che ne sono state vendute circa 170.000 in tutto il mondo). Hanno rischiato nello stravolgere una moto che ha un suo preciso seguito….ma vuoi per fortuna (che come al solito premia gli audaci), vuoi per il ben noto know-how della casa tedesca, hanno finito per aggiungere un altro bel tiro al loro arco!! | Ciao ed alla prossima ragazzi Dany AKA Grattachecca
(da tre mesi felice Giessista!!) |
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Grattachecca (05/12/2005) |
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