Guardare una candela è sicuramente il modo più veloce per capire se all’interno del motore tutto funziona a dovere, la “lettura” è un’operazione praticata da tantissimi anni che richiede solo un minimo di conoscenza di quest’importantissimo elemento.
In linea di massima il disegno di una candela per moto è molto simile a quello di una candela per auto, pur essendo spesso molto più sottile.

Prima di tutto è fondamentale verificare con uno spessimetro a lamelle (acquistabile presso qualsiasi ferramenta ad un prezzo accessibilissimo) che la distanza tra i due elettrodi sia la stessa prescritta dal costruttore, si passa poi al controllo dell’elettrodo di massa (quello più esterno, solidale alla parte filettata) che deve avere gli angoli il più vivi possibile (una candela che presenta un elettrodo con degli angoli molto arrotondati non garantisce più una buona scintilla e va sostituita, questo vale anche per l’elettrodo interno) e non deve presentare deformazioni o piccoli buchi che sono sintomo di un grado termico (capacità della candela d’autoraffreddarsi) non corretto che da luogo ad un fenomeno d’autoaccensione molto pericoloso per il motore (a lungo andare può provocare addirittura la foratura dei pistoni), va controllato inoltre il colore dell’elettrodo che deve essere bruno-marrone (color ruggine), un colore biancastro è sintomo di carburazione troppo magra, mentre un colore nerastro (spesso umettato d’olio o benzina nerastra) tradisce una carburazione troppo grassa.
Si passa poi alla verifica della parte terminale della candela (quella piana sotto la filettatura) che non deve presentare depositi carboniosi quasi sempre dovuti ad un eccessivo trafilamento d’olio all’intermo della camera di combustione (insufficiente tenuta delle fasce elastiche e dei raschiaoli o eccessiva ovalizzazione delle canne dei cilindri).
Rimane a questo punto soltanto da verificare che il grado termico della candela sia corretto e per fare questo è sufficiente controllare l’elettrodo interno che deve presentare la parte ceramica nelle sue vicinanze di color bruno-marrone (come sopra color ruggine), una candela troppo “fredda” presenterà questa parte nerastra (come prima spesso umettata d’olio o benzina nerastra) e darà luogo ad un funzionamento irregolare al minimo, mentre una candela troppo “calda” assumerà in quella parte un colore biancastro e darà luogo ad un funzionamento irregolare al massimo e se il grado termico si discosta molto da quello richiesto dal motore anche a pericolosissimi fenomeni d’autoaccensione e ad un innalzamento della temperatura d’esercizio del motore (il motore scalda).
Personalmente vi consiglio di prendervi cinque minuti al mese per controllare le vostre candele e vi garantisco che il pompone vi sarà molto grato.
Candela all' Iridium
Nei test di laboratorio si è dimostrato che l’impiego dell’Iridio consente di produrre una candela dalle prestazioni eccellenti; le principali caratteristiche dell’Iridio sono:
· La durezza, superiore agli altri metalli pregiati;
· La resistenza ai principali agenti chimici;
· Un punto di fusione molto elevato, oltre i 2.450° C.
Vantaggi:
1 la migliore accendibilità evita l’imbrattamento in ogni condizione di guida
2 il particolare disegno dell’elettrodo di massa e di quello centrale assicura che vengano completamente eliminate le possibili mancate accensioni. Inoltre, abbassando il livello di idrocarburi incombusti, le candele Iridium proteggono il catalizzatore e salvaguardano l’ambiente
3 accelerazioni più pronte e progressive che aumentano il piacere di guida
4 accensioni sicure, combustione omogenea e prestazioni del motore ottimali sono il risultato di una tecnologia modernissima che riduce il consumo di carburante
5 la forma ottimizzata dell’elettrodo riduce la tensione richiesta per l’accensione